Neil Stoddart: catturare l’essenza di una Poker Face

NEIL STODDART
Source:  Box.com via videoscreenshot taken from https://www.youtube.com/watch?v=SOCVRfwLG_4

Neil Stoddart, ovvero poker e fotografia. Dove si incontrano due attività così apparentemente diverse?
Il poker è un gioco in cui ci sono vari momenti di immobilità e credo che la fotografia sia il mezzo ideale per definire e catturare questi momenti. Quando fotografo i giocatori, cerco di trovare sempre nuove angolazioni e diverse prospettive per rappresentarli. Ma non mi limito alla semplice rappresentazione e alla creazione di ritratti, il mio obiettivo è quello di ricomporre l’intero evento: questo significa uscire e fotografare l’ambiente circostante e i professionisti del poker fuori dal singolo momento della partita.
 
Sei il fotografo ufficiale degli eventi dal vivo di PokerStars. Come cerchi di catturare l’essenza dei tornei?
Cerco di cogliere soprattutto l’atmosfera generale del torneo tramite alcuni particolari. Tutto quello che puoi fare è lasciare che le cose accadano e “fermare” il singolo momento nel miglior modo possibile.
 
Le tue fotografie ritraggono spesso il momento conclusivo dei tornei? Perché è così speciale per te?
Credo sia uno dei momenti più amati dai direttori dei tornei per il caos che si crea, quello del “bubble”, ossia quello che conclude le partite. I giocatori si alzano, i media si avvicinano ai vincitori, gli spettatori applaudono entusiasti. Un momento fantastico per scattare fotografie e per catturare l’atmosfera e la vera essenza di ciò che queste manifestazioni significano.
 
Lavorare per PokerStars lascia spazio alla tua creatività?
Quelli della Casa della Picca Rossa sono sempre stati molto “aperti” e mi hanno sempre lasciato libero di esprimere la mia visione della fotografia e la mia creatività nel fotografare i tornei live. Ormai sono diventato il fotografo ufficiale del circuito EPT, il più importante a livello europeo e attualmente confluito nel nuovo circuito dei tornei dal vivo di PokerStars, e anche i giocatori si fidano del mio lavoro. Ovviamente, non posso interferire con lo svolgimento del gioco, ma chi siede al tavolo ha imparato ad accettare la mia presenza e sa che il mio obiettivo è quello di rappresentare i contendenti nei momenti più significativi della partita e di farli apparire nella miglior luce possibile.
 
Qual è la molla che ti spinge a continuare in questo lavoro?
Ho sempre guardato all’evento successivo come a un’opportunità per progredire e imparare qualcosa di nuovo. Non mi guardo mai indietro ma cerco di assecondare la voglia di fare sempre un lavoro migliore della volta precedente e di tornare a casa con foto sempre più interessanti. A maggior ragione, per il fatto che le mie immagini vengono utilizzate per molte piattaforme, dal sito web, al blog, al materiale per il marketing: un aspetto che rende il mio lavoro vario e stimolante.
Quali sono le foto che ricordi con maggior affetto o le più significative della tua carriera?
Ce ne sono molte. Tra le più importanti e cariche di significato, c’è sicuramente quella della vittoria di Liv Boeree all’EPT di Sanremo 2010 in cui sono riuscito a immortalare la neo-campionessa nel momento in cui non riusciva a contenere le emozioni per la vittoria. Un’altra immagine che ricordo volentieri è quella di Jason Mercier con le braccia alzate per la vittoria di uno dei primi tornei della carriera, ancora a Sanremo. Un successo che significò per lui l’ingresso nell’élite del poker mondiale. Uno dei personaggi più divertenti e semplici da fotografare è sempre stato Daniel Negreanu: sempre sorridente, molto attento alla sua immagine e capace di interagire in maniera spensierata con gli altri giocatori. Altra foto significativa, infine, quella di un sorridente Michael Phelps, appassionato frequentatore del tavolo verde, in un momento molto divertente.
 
Sei felice di quello che fai?
Quando fai quello che ami non possono pesarti le ore passate a cercare l’angolazione giusta, a scartare e recuperare scatti, a viaggiare in tutto il mondo. Niente è troppo faticoso. Per questo non smetterò mai di ringraziare il team di PokerStars per l’opportunità che mi sta dando, cioè quella di avermi permesso di trasformare una passione in un vero e proprio lavoro a tempo pieno.

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