william klein autoritratto

Era come se fossi un etnografo: trattavo i newyorkesi come un esploratore avrebbe trattato uno zulu, cercando lo scatto più crudo, il grado zero della fotografia. William Klein Dal 17 giugno all’11 settembre 2016, Palazzo della Ragione Fotografia di Milano ospita la mostra William Klein: il mondo a modo suo (a cura di Alessandra Mauro) che ripercorre il suo articolato percorso artistico, iniziato oltre 60 anni fa proprio a Milano.

© Michael Putland

«Everywhere you looked in London, something was happening». – Terry O’Neill Le fotografie di Michael Putland e Terry O’Neill fanno parte della mostra THE ROLLING STONES. It’s only Rock and Roll (but I like it) dal 16 giugno al 23 luglio 2016 presso Ono Arte Contemporanea, Bologna. Una mostra fotografica che ripercorre la carriera dei Rolling Stones, a partire dagli esordi negli anni Sessanta, per arrivare alla consacrazione al grande pubblico nel corso del decennio successivo. Sabato 18 giugno 2016 a partire dalle 16, presso Ono Arte Contemporanea (Bologna) Michael Putland firmerà le copie del catalogo ROLLING STONES by PUTLAND (Lullabit).

4. Piana di don Chisciotte, 1984

“Il giusto viaggiare è quello di non conoscere, nei luoghi in cui si va, nessuna persona o pochissime; di non avere commendatizie da consegnare e appuntamenti cui consegnarsi; di non avere impegni che con sé stessi, per vedere senza affanni le cose che abbiamo desiderato vedere e che di solito, almeno per me, non sono – di una regione, di una città – moltissime. Certo l’incontro con persone può anche funzionare come rivelazione di quello che si suol dire il genio del luogo; ma oggi un po’ meno ed è comunque meglio contemplare un tal genio nelle cose.” Leonardo Sciascia…

christoph bangert hello camel

Le immagini di questo libro non sono solo i documenti che spero possano dare un assaggio dell’assurdità profonda che è la guerra, ma sono anche il mio personale pianto di fronte alla normalità che si genera nei luoghi in cui predomina il caos. E, in definitiva, sono una testimonianza della mia sopravvivenza. – Christoph Bangert Tre anni dopo War Porn, Christoph Bangert e la moglie Chiho hanno appena completato il lavoro sul libro “hello camel”. Qui è possibile ordinare le copie firmate e numerate del libro.

Fotografia di Marco Pesaresi © MADRID, Arguélles

“Nelle metropolitane ho cercato di addolcire al massimo ciò che vedevo. Non ho cercato di fare del giornalismo crudo, delle immagini dure e violente. All’inizio cercavo quelle immagini poi, strada facendo, dopo Londra, mi sono reso conto che non aveva senso, non era la strada giusta da percorrere. La scelta del colore è stata fondamentale perché avevo bisogno di rappresentare il colore del metallo sporco, del ferro vissuto. Avevo bisogno di quei colori anche perché poi la luce del neon incideva, avvolgeva i visi delle persone e dava loro dei toni nel senso di vissuto, di vita, di difficoltà anche….

Parigi, 1954 © Gianni Berengo Gardin/Courtesy Fondazione Forma per la Fotografia

Quando fotografo amo spostarmi, muovermi. Non dico danzare come faceva Cartier-Bresson, ma insomma cerco anch’io di non essere molto visibile. Se devo raccontare una storia, cerco sempre di partire dall’esterno: mostrare dov’è e com’è fatto un paese, entrare nelle strade, poi nei negozi, nelle case e fotografare gli oggetti. Il filo è quello; si tratta di un percorso logico, normale, buono per scoprire un villaggio, ma anche una città, una nazione. Buono per conoscere l’uomo – Gianni Berengo Gardin Gianni Berengo Gardin, “Vera Fotografia – Reportage, Immagini, Incontri” (a cura di Alessandra Mammì e Alessandra Mauro) è in mostra al…

Leonard Freed_Sicilia_1975_C Leonard Freed - Magnum (Brigitte Freed)

Sono come uno studente curioso, che vuole imparare. Per poter fotografare devi prima avere un’opinione, devi prendere una decisione. Poi quando stai fotografando, sei immerso nell’esperienza, diventi parte di ciò che stai fotografando. Devi immedesimarti nella psicologia di chi stai per fotografare, pensare ciò che lui pensa, essere sempre molto amichevole e neutrale. Voglio una fotografia che si possa estrapolare dal contesto e appendere in parete per essere letta come un poema. Leonard Freed Il corpus di cento opere di Leonard Freed sarà esposto al Centro Saint-Bénin di Aosta dal 21 maggio al 20 settembre 2016, nella mostra “Leonard Freed….

Espinho (P) – oceano, coppie e gabbiano solitario / marzo 2016

“Ho sempre voluto tagliare alcune delle mie foto – spiega – in un formato che viene usato solo in genere per il video: il 16/9. È il formato panoramico del cinema e della televisione. Una suggestione visiva che in qualche modo trasfigura geometricamente lo spettacolo del mondo” – Nicola Ughi Nicola Ughi. SediciNoni. La realtà in formato cinetelevisivo sarà in mostra dal 14 al 22 maggio 2016 presso La Casa di Vetro, Milano (Photofestival). I testi che accompagnano questa galleria sono di Matteo Pelliti.

Giovanni Mereghetti, Hotel Bel Sit, migrants' stories

LA ROTTA DEGLI SCHIAVI Poco più di centocinquant’anni fa, esattamente nel 1860, iniziò il primo importante flusso migratorio dall’Italia verso le Americhe. I primi a lasciare l’Italia furono gli abitanti delle regioni del nord est, successivamente, dopo qualche decennio, il flusso migratorio ebbe inizio anche dalle regioni del sud e dalle isole. Nel 1864, in relazione al grande flusso migratorio verso il Nuovo Continente, l’armatore genovese Giovanni Lavarello organizzò, tramite la compagnia palermitana Florio, la prima traversata transoceanica di un bastimento a vapore, da Genova a Buenos Aires passando per Rio de Janeiro. Nei successivi venticinque anni vi furono oltre…

Mustafa Sabbagh, Onora il nero

Nero _ come la sfida tecnica cui mi sottopongo nel conferire multidimensionalità al colore non-colore, nel dare valore allo #000, perché l’arte è arto, e la fotografia è profondità su due dimensioni. Nero _ come ogni Cristo, ogni Satiro, ogni Narciso, tabagisti ready-made e Santi peccatori, ibridi in viaggio che si velano per svelarsi, si mascherano per vedersi, in asse con la verità identitaria di uno, in linea con la bontà selvaggia di ognuno. Nero _ come un tableau che racchiude il Male ed il Bene, la Crisi sociale ed il Riposo individuale, reificati nell’atto umano del chiudere gli occhi…

Jean Michel Basquiat Lee Jaffe

Lee Jaffe incontra Jean – Michel Basquiat nei primi anni Ottanta e lo fotografa nei loro numerosi viaggi in Svizzera, Tailandia o Giappone, così come nel su studio di New York nel quale Basquiat lo filma a sua volta mentre Jaffe realizza la scultura  “Inverted Oak”. Le fotografie di Jaffe offrono uno sguardo intimo al processo creativo di uno dei più grandi esponenti della street art di tutti i tempi, quando ancora non era nel vortice di popolarità della scena artistica newyorkese in cui di li a poco avrebbe frequentato Andy Warhol, David Bowie e una fidanzata che sarebbe diventata poi…

michael_ackerman fotografie

Penso di volere che le persone trovino qualcosa di loro stesse nelle immagini perché fotografo solo persone nelle quali riconosco qualcosa di me. Questo potrebbe suonare molto astratto, o addirittura falso, ma non so in che altro modo esprimerlo. Michael Ackerman La mostra a cura di Claudio Composti e Serena Del Soldato che comprende una selezione delle fotografie più significative degli ultimi anni di lavoro di Michael Ackerman  è in programma a LaBottega di Marina di Pietrasanta dal 8 maggio fino al 3 luglio 2016.  

Christopher Anderson foto

La storia della disuguaglianza è impossibile da ignorare al giorno d’oggi. Il tragitto che percorro la mattina attraverso Manhattan per andare al lavoro mi permette di osservare la povertà più spaventosa e la più sontuosa ricchezza.[…] Esiste una lunga storia fotografica che denuncia la povertà come le foto di Jacob Riis che ritraggono i bassifondi di New York del 19º secolo o le foto dei bambini senzatetto di Seattle firmate da Mary Ellen Mark. Tuttavia, i decenni più recenti hanno condotto all’esplosione di una fotografia forte, che mette in discussione i privilegi. Basta considerare, ad esempio, “Rich and Poor” di…

Roberto Conte - Complesso abitativo, di Jean Renaudie (1970-1983). Ivry-sur-Seine, Francia.

Ho iniziato a subire l’attrazione delle architetture caratterizzate da un utilizzo massiccio ed evidente di cemento alcuni anni fa e da allora li ricerco praticamente ovunque. Il mio approccio a questi edifici non é tuttavia ispirato al concetto estetico di bello/brutto, una dimensione che non mi incuriosisce e che in questo ambito trovo sbrigativa e superficiale. D’altra parte la mia ricerca non ha la presunzione di voler essere un’analisi in senso sociologico di quello che queste strutture rappresentano o hanno rappresentato, specialmente dal punto di vista abitativo, dato che si tratta di tematiche molto interessanti ma assai complesse. Quello che…

Patrick Tosani, Territoire VII

Per la prima volta in Italia, un’importante selezione di opere di Patrick Tosani. Al MUFOCO di Cinisello Balsamo dal 7 maggio 2016 fino al 12 settembre 2016. Il titolo La forma delle cose indica la particolare operazione di messa in scena e di creazione di nuovi significati che l’artista applica agli oggetti quotidiani, presentati secondo punti di vista inusuali e in forti ingrandimenti che mettono l’osservatore di fronte a forme e spazi sorprendenti e inaspettati. In generale, gli oggetti che fotografo sono prodotti industrialmente, sono delle cose. Nella serie Talons (tacchi – 1987), l’oggetto è riconoscibile come parte di una…

Marco Maria Zanin, Lacuna ed Equilibrio

La serie ‘Lacuna e Equilibrio’ pone una domanda relativa alla nostra relazione di fronte alla rovina, al detrito, ai resti del passaggio dell’uragano della modernità. Perché se dopo il suo passaggio rimane ancora un briciolo di umanità, è intrinseco ad essa l’impulso alla costruzione di nuovi significati. Forse gli oggetti di scarto non sono meno importanti. Probabilmente anche attraverso di essi, esclusi dall’orizzonte della modernità non avendo più alcuna funzione, con il giusto sguardo, è possibile aprire una temporalità alternativa, costruire una proposta per il futuro, una possibile via di uscita. Che però richiede un sincero atto di amore, la…

Roberto Polillo, Towers of Miami, 2015

Oggi la fotografia impressionista è stata abbastanza squalificata, forse perché il mondo è molto complicato e diventa sempre più pericoloso. Sembra sbagliato sfuggire nel sogno, è preferibile lavorare per migliorare la realtà. Tengo a precisare questo: le mie fotografie non vogliono essere un fuga dalla realtà, non è il lavoro dell’artista che si nasconde nella torre d’avorio. Però, cinque minuti al giorno, dobbiamo sognare. Io dico che per cinque minuti al giorno bisogna uscire a vedere le stelle, perché non possiamo perdere questa dimensione di fronte ad una realtà così complicata, così difficile. Quella del sogno è un’esigenza della natura…

Riccardo Venturi, Libia, Marzo-Aprile 2011, Bengazi, Commemorazione delle vittime della rivoluzione.

Il reportage di Riccardo Venturi “Chaos Libya”, racconta i primi momenti della guerra civile in Libia, quando nel 2011 Bengazi insorge contro la dettatura di Gheddafi, sull’onda di quelle che furono definite “Primavere arabe”. La mostra di Venturi si compone di circa 50 foto di grande formato ed è articolata in due momenti profondamente differenti. Nella prima sezione le foto hanno la forma del reportage classico, quello dei grandi nomi del passato, ma l’originalità e la complessità dello stile sono immediati. Le immagini entrano direttamente nella vita e nella sofferenza del popolo libico, raccontano di giovani capaci di trovare coraggio…

Irene Kung, Magnolia, 2013

Nel mio modo di lavorare è possibile riportare l’albero a quello che ho sentito. Il mio lavoro consiste proprio in questo: tolgo ciò che non è essenziale per far vedere l’albero com’è, come lo sento. È intuizione, è irrazionale: il razionale ci può portare fuori strada, il sentimento no. Irene Kung Dal 7 aprile a 3 settembre 2016, Contrasto Galleria, Milano, ospita la mostra Trees di Irene Kung. In occasione della mostra, Contrasto pubblica Trees, il nuovo libro di Irene Kung, che dopo aver fotografato i monumenti più famosi del mondo e le città più belle della Terra, punta ora il suo…

Luisa Menazzi Moretti, Trasferiti, 2012, Serie Words, cm 60x60

Words è una serie di fotografie di parole che si stavano perdendo o che si sarebbero potute perdere, e che invece volevo fermare prima della loro inutilità, prima che cambiasse la luce, si sovrapponesse una voce, si strappasse il foglio, si voltasse la pagina.  Sono parole trovate ovunque: su bacheche, nella spazzatura, per terra, su libri letti e amati, su antichi testi… Cercavo in frammenti e strappi l’eco di un discorso che pur interrotto non perde la sua poesia. Ho seguito anche un mio personale viaggio nella memoria: molte di queste fotografie riguardano momenti legati alla mia vita – ma…

Malick Sidiibé

Ovunque io esponga le mie fotografie tutti rimangono stupiti davanti all’allegria e alla gioia della gente. I segni di povertà sono esclusi dalle mie immagini. Le persone per esempio sono sempre ben vestite, con cura, le scarpe, l’orologio, la cravatta. Ecco, davanti a questo modo di vestire molti rimangono sorpresi e mi dicono: ma gli africani non sono poi tanto diversi da noi. In effetti, le ragazze del Mali si vestono come in Europa, con delle magliette. Malick Silibe (intervista tratta da Cultframe)

Renato Marcialis, Estrema Protezione

Come spesso accade quando si ha tra le mani qualcosa di prezioso, Caravaggio in Cucina è nato per caso. Stavo cercando la luce giusta per svolgere un lavoro commissionato da un cliente, quando ho pensato esattamente all’effetto di cui avevo bisogno, un effetto quasi pittorico. Così mi è tornata alla mente una fibra ottica acquistata più di 25 anni fa, l’ho utilizzata e ho messo in pratica quel pensiero: da quel momento mi si è aperto un mondo. Ho iniziato a lavorare con la tecnica della luce pennellata e le forme hanno iniziato a uscire dal buio della scena, rimanendo…

jane birkin and serge gainsbourg

Lungo la strada, tutti si giravano per la loro bellezza. Erano come La Bella e la Bestia. In ogni caso, ho sempre pensato che la Bestia fosse più bella del principe. Erano una strana coppia da guardare. Non cercavano mai di essere qualcosa, erano semplicemente loro stessi. Lei era la sua musa, e penso che lui abbia prodotto i suoi più grandi lavori quando erano insieme.  Andrew Birkin

Paul Fusco, RFK Funeral Train, 8 giugno 1968

L’8 giugno del 1968 la salma di Robert Kennedy viene trasportata su un treno dalla Penn Station di New York alla Union Station di Washington. “Poco dopo la partenza, il treno esce da un tunnel e io rimango senza parole. Centinaia di persone si raccolgono sui binari e si sporgono verso il treno per avvicinarsi il più possibile a Bobby. Corro verso un finestrino, spalanco la parte superiore sentendo che quello era il mio spazio e comincio a fotografare tutto ciò che vedo”. Paul Fusco